La prima volta che mi sono masturbata.

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Blowjob

La prima volta che mi sono masturbata.La prima volta che ho visto l’uccello di Roberto, non credevo ai miei occhi. “Non può essere così grosso, è un fotomontaggio” dissi a me stessa. Ma dentro di me, mentre una mano lentamente scivolava in mezzo alle mie gambe, speravo vivamente che quel pezzo di carne fosse vero. Non che di piselli non ne avessi visti, era già da un po’ che avevo superato gli “anta” e di volatili tra le mie mani (e nel mio sottobosco) ne erano passati, ma questo, quello di Roberto, era un bel cazzo “over size”, almeno dalla foto! Ma perchè il presente racconto abbia un significato maggiore, facciamo qualche passo indietro, un tuffo nel passato, nel mio passato.Non ricordo esattamente la prima volta che ho fatto sesso e meno ancora la prima volta che mi sono masturbata, che ho esplorato il mio posto più intimo, forse avevo quattordici anni, o forse quindici. Quello che invece è indelebile nella mia testa, sono gli sguardi che i miei coetanei mi regalavano quando ero appunto adolescente. Il mio fisico, a differenza delle mie coetanee, sviluppò abbastanza velocemente. Non ero tra le più alte, questo lo ricordo bene, ma certamente sono stata quella che ha sviluppato il seno prima di tutte. In spiaggia mi guardavano tutti e prima che mia madre mi obbligasse a mettere il reggiseno, anche gli adulti furtivamente mi osservavano. Io ero ancora ingenua per la mia età e se considerate che stiamo parlando degli anni ’90, quando ancora esisteva l’innocenza nelle ragazzine (non come quelle di oggi che sono già mezze puttanelle) e nei ragazzi, capirete che vedere delle tette, anche se molto giovani, suscitava interesse e curiosità!Mi ricordo che in spiaggia ero sempre quella più ricercata per fare passeggiate sul lungomare, per fare una nuotata… i ragazzi facevano a gara per stare con me o invitarmi a giocare, qualunque cosa pur di stare con me e con una scusa qualsiasi toccarmi le mie tette. Non che ci fosse chissà cosa da toccare, ma per dei ragazzini ancora verginelli, due noci di cocco sul petto di una ragazzina erano comunque un gran bel passatempo. Un passatempo che come ho detto è finito presto, quando le mie due noci di cocco sono diventate due tette degne di chiamarsi tali (a quattordici anni vantavo già una seconda abbondante) e quando gli sguardi di persone più grandi divennero insistenti, mi resi conto su suggerimento di mia madre, che era ora di coprirle.Come ho già detto, non ricordo bene quando mi avvicinai consapevolmente al sesso, però posso raccontarvi qualche episodio sulle mie prime masturbazioni lasciando a voi la collocazione degli stessi nella linea spazio temporale dei miei racconti güvenilir bahis (e quelli di Roberto).Avevo quattordici anni, ma uno spirito da zoccoletta ed un buchino minuscolo e fresco ancora inesplorato persino da me.Quella sera, una sera di fine Estate di Settembre, una mia amica più grande, Elisabetta che di anni ne aveva sedici, mi disse:«Ti sei mai masturbata Mara? Ti hanno mai leccato la fica?»«No… no!» gli risposi timidamente «cioè…. ogni tanto mi masturbo… mi metto un dito lì dentro e me la sgrilletto un pò!» continuai poi.«Vuoi sentire che sensazione si prova quando uno te la lecca tutta quanta?» chiese di nuovo la mia amica.«Si… certo, voglio provare» risposi.Ci recammo in cucina, Elisabetta aprì il frigorifero e prese dei citrioli e delle banane. Poi tornammo in camera sua, chiuse la porta a chiave ed avvicinandosi lentamemte a me con un sorrisino di chi sà il fatto suo, mi prese, mi tolse la gonnellina a righe rosse e nere, ed il tanga (che ancora oggi porto sempre come indumento intimo) e poi mi aprì le gambe. Cominciò a leccare dolcemente una banana per poi passare dopo pochi secondi a leccarmi la fica.«Ora ragazzina ti faccio diventare una donna… voglio sverginarti» disse Elisabetta mentre passava da una leccata di banana ad una leccata di fica, la mia.Quindi dopo avermi fatto bagnare tutta (ci sapeva fare con la lingua) mi mise la banana nella fica, prima piano piano, poi sempre più velocemente. Ricordo che le mie gambe iniziarono presto a tremarmi seguite da diversi spasmi della mia giovane fica. Poi passò a leccare il citriolo e dopo averlo bagnato per bene, introdusse anch’esso nel mio giovane buco ormai fradicio. Giocò con la mia fica per non so quanto tempo, infilando e sfilando quel citriolo più volte dalla mio buco, smise solo quando ormai esausta e grondante di piacere, non mi scappò un grido di piacere mentre le mie giovani gambe piegandosi mi costrinsero a sedermi a terra.Da quel giorno ho capito che il piacere solitario a volte è sottovalutato e quando Roberto è fuori per delle settimane a causa del lavoro, io continuo a masturbarmi.Premetto che non sono una felice sostenitrice della masturbazione, ma credo che in assenza di “risorse” etero, meglio un ditalino che del sesso a pagamento. Su questo io Roberto la pensiamo allo stesso modo. A noi piace il sesso, darci piacere, ma spesso le nostre attività lavorative ci costringono a stare lontani per un pò l’uno dall’altra, ed allora la masturbazione tampona le nostre reciproche assenze sotto le coperte. Siamo sicuri che lo fanno tutti quando la loro dolce metà è assente, magari sotto la doccia, noi però lo ammettiamo senza türkçe bahis problemi.Anche perchè, dopo attente riflessioni, io per prima sono giunta alla conclusione che la masturbazione (ditalino o sega che sia) è un modo di darsi piacere che non teme paragoni. È la fedele compagna che non ci tradisce mai, colei che ci sa consolare anche nei momenti di nera disperazione, quando nessuno è disposto a fare sesso, lei è lì che viene (in tutti i sensi) in tuo soccorso, lei che non ci dice mai di no, lei con la quale possiamo sfogare la tensione, lei che è sempre disponibile nei nostri confronti!La masturbazione mi piace, come mi piace masturbare e confesso di non aver mai trovato una persona in grado di farmene una con la stessa bravura e dovizia che contraddistingue le mie mani d’artista. Se tra le mie gambe non ci sono le mie mani, o si va troppo veloci o si va troppo lenti. Mi hanno masturbata moltissime volte nell’arco della mia vita (ho da poco superato gli “anta”) ma non è mai stata la stessa cosa, perché l’azione era dipendente anche da un’altra persona. Certo, ho avuto anche grandi orgasmi, ma non è mai la stessa cosa. Pura soddisfazione personale, questo è toccarsi, questo è il ditalino, masturbarsi.Il non dovere essere mai grati a qualcuno alla fine, non doverla mai chiedere, averla sempre a disposizione, ne fanno una cosa unica al mondo. La masturbazione non pensa, non parla, non sente e non è mai incazzata, fa solo quello per cui esiste: dare piacere fisico!E la leccata di fica?Grandiosa, ma non è comunque la stessa cosa in quanto per averlo è necessaria l’opera di un’altra persona, come con Elisabetta.Ed il rapporto sessuale?Non fa parte di questa storia, ed anche se il sesso vero non si batte, lo riprenderemo più avanti.Ora non vorrei essere fraintesa o creare un paradosso dopo aver scritto quanto avete appena letto, ma davvero niente e nessuno può competere con l’amata sgrilletata. Sei lì, magari sul divano, musica soft come sottofondo, completamente nuda. Inizi a rilassarti, a massaggiarti le tette, lasciando poi che lentamente la mano scenda nelle parti basse. Ti tocchi, ti accarezzi, lascia che lentamente la tua fica si bagni, che divemti fradicia, per poi tornare su, giocare con i miei enormi seni. A volte mi sento un’artista del circo, quando afferro una delle mie mammelle cerco di tirarla su e succhiarmela da sola. Mi piace, perchè prendo i miei tempi, qualche volta le stringo talmente forte e le succhio con tale vigore che spesso mi nutro del mio stesso nettare che esce dai miie capezzoli. Adoro stare con me stessa, sempre, sia nei momenti di “magra”, sia nei periodi in cui ho un amico di letto güvenilir bahis siteleri con cui faccio sesso, anche se non quanto vorrei. Ecco perchè mi tocco, mi masturbo. Io non posso fare a meno di fare sesso, di scopare, anche tutti i giorni e quando questo non é possibile per i motivi di cui sopra, ecco che ricorro all’autoerotismo.Io adoro fare sesso e se la persona con cui lo faccio è anche il centro dei miei sentimenti, il tetto delle sensazioni cresce irrefrenabilmente. Come si potrebbe vivere per sempre senza l’amore? Impossibile direbbe qualcuno. Io dico come si potrebbe vivere senza sesso quotidiano!Certo… anche l’amore è necessario, sia pure non duraturo. Ma la mastirbazione, la sgrilletata, la sega per gli uomini, é un momento mio, attimi privati, del tutto personali e che guai se mancassero dalla mia vita. Questo senza nulla togliere all’eventuale persona amata, o amico di letto, ai quali non negherei mai il piacere del sesso per ragione alcuna (salute permettendo).Quante volte mi è capitato di farmi un bagno dopo un rapporto ed abbandonarmi alla masturbazione nella vasca, pensando al rapporto appena finito. Lei, la masturbazione, è l’unica confidente sessuale con la quale sono veramente sincera, che chiamo solo quando la desidero, che non ho paura di offendere quando non la voglio e che sono quasi sicura che mi accompagnerà per tutta la vita… anche quando non potrà più far nulla per me, un giorno!Sono un maniaca? Una pervertita? Non credo, anzi, ne sono certa. Non mi sento egoista pensando al mio piacere personale, ioquando faccio sesso penso al mio obiettivo il mio primo obiettivo, cioè la soddisfazione di lei, della mia fica. In conclusione, quindi, vi starete facendo qualche domanda:Preferisco la masturbazione al rapporto sessuale?No, sono due cose diverse. L’una non esclude esclude l’altra!Mi ritengo una buona amante/compagna?Ci potete mettere la mano sul fuoco, la mia, di mano, sò già dove metterla.Cosa penserei se il mio “lui” si masturbasse?Credo che tutti abbiano gli stessi diritti, ma non mi sentirei tradita. É una cosa naturale, tutti lo fanno, ma pochi hanno il coraggio di ammetterlo. Troppo spesso sul lavoro sento colleghe che mi raccontano che quando il loro marito è fuori, magari per la partita di calcetto, si dedicano al piacere personale. Ovviamnete il loro “lui” non lo sà e molto probabilmente farà lo stesso quando la moglie è fuori.Ho commesso l’errore di Roberto, mi sono dilungata sul mio passato e non vi ho (abbiamo) ancora raccontato come ci siamo conosciuti o di come viviamo il nostro rapporto. Ma ho ritenuto che senza una conoscenza più o meno profonda delle nostre vite passate, come scritto all’inizio di questo racconto, sia difficile comprendere il nostro presente.Ora vi lascio, scrivendo questa storia, mi sono tutta bagnata lì sotto, il tempo di cambiarmi gli slip e tornerò con un altro racconto.

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